Associazione Culturale Kairos Italy Theater

October 10, 2017

BorderLine

Locandina BL_oktesto e regia    Rosario Mastrota

con     Antonio Tintis, Matilde Vigna, Giuliana Vigogna

luci, audio, video    Giacomo Cursi

scenografia    Mariachiara Arciero

assistente alla regia    Dalila Cozzolino

 

 

 

 

coprodotto da Compagnia Ragli                                con il patrocinio di Dasud e AP Accademia

Compagnia Ragli

                                   dasud      AP_logo_315

In tutto il mondo si minaccia o si attua la costruzione di muri, si vuole mantenere un confine rassicurante a separare le identità dei popoli. Ma si finisce per limitare sé stessi, perché essere prigionieri di un muro è molto meno allettante che rimanerne chiusi fuori.

Border Line mette a fuoco le incongruenze di una società ritirata su sé stessa per proteggere il proprio nulla, trascinata trionfalmente verso un’assenza totale di etica.

È una commedia che, sullo sfondo del fenomeno della migrazione, osserva in modo disincantato una società ottusa e autoreferenziale, interrogandosi cinicamente sui valori di chi si sente invaso e minacciato dallo “straniero”.

Partendo da una considerazione di fondo sul fenomeno dell’emigrazione, che si tenta di arginare fisicamente con vere e proprie barriere. I muri sono il tentativo di chiudersi fisicamente di fronte alle incontrollabili ondate migratorie, un tentativo di protezione che risulta spesso inadeguato, risibile, soprattutto quando il muro diventa un limite per chi lo ha voluto e fatto elevare. Un limite fisico, morale, intellettuale.

Ma chi e cosa rimane effettivamente trincerato dietro il muro? Partendo dal concetto chiave di confine e dall’ipotesi di un futuro prossimo in cui un muro ha fisicamente separato un dentro e un fuori, Border Line mette a fuoco le incongruenze di una società rintanata dietro al cemento del muro, nella totale assenza di etica.

Osservando il fenomeno dell’immigrazione in modo disincantato, esaltando l’aspetto dilagante delle tante xenofobie umane, personaggi grotteschi si affrontano nell’assurdo contesto di una società che ha come parametro l’ottusa e spasmodica difesa della vacuità. Tutto si misura in termini di audience, asservendo all’indice di ascolto qualsiasi istanza reale.

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